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Tesamorelina
GHRH(1-44)

Tesamorelina

Trans-3-esenoil-GHRH(1-44) ammide (TH9507, Egrifta)

5135.90 g/mol Peso molecolare
C₂₂₁H₃₆₆N₇₂O₆₇S Formula molecolare
Approvato FDA (2010) Stato regolatorio
Tyr-Ala-Asp-Ala-Ile-Phe-Thr-Asn-Ser-Tyr-Arg-Lys-Val-Leu-Gly-Gln-Leu-Ser-Ala-Arg-Lys-Leu-Leu-Gln-Asp-Ile-Met-Ser-Arg-Gln-Gln-Gly-Glu-Ser-Asn-Gln-Glu-Arg-Gly-Ala-Arg-Ala-Arg-Leu-NH₂, con gruppo trans-3-esenoile legato all'estremità N-terminale (44 amminoacidi)
Aggiornato il 19 settembre 2026
Tesamorelina Photo: Mehul Patel

Che cos'è la tesamorelina?

La tesamorelina è un analogo sintetico stabilizzato dell'ormone di rilascio dell'ormone della crescita umano, il GHRH (growth hormone-releasing hormone) nella sua forma completa a 44 amminoacidi. La molecola riproduce integralmente la sequenza del GHRH(1-44) umano, alla quale è stato aggiunto un gruppo trans-3-esenoile sull'estremità N-terminale. Questa modifica apparentemente minima è il cuore del progetto farmaceutico: il GHRH nativo viene degradato molto rapidamente dalla dipeptidil-peptidasi IV (DPP-4), che taglia il legame tra i primi due amminoacidi, mentre l'acilazione N-terminale ostacola questo taglio e prolunga a sufficienza la vita della molecola in circolo perché possa raggiungere l'ipofisi in forma attiva.

La tesamorelina è stata sviluppata dalla società canadese Theratechnologies con il codice sperimentale TH9507 e commercializzata con il nome Egrifta. Nel novembre 2010 la Food and Drug Administration statunitense ne ha approvato l'uso, rendendola a oggi l'unico peptide della classe GHRH con un'autorizzazione all'immissione in commercio negli Stati Uniti. L'indicazione autorizzata è tuttavia molto più ristretta di quanto lasci intendere la sua reputazione nei forum dedicati ai peptidi: la riduzione dell'eccesso di grasso addominale in adulti con lipodistrofia associata all'infezione da HIV. Non si tratta di un farmaco per il dimagrimento generale, né di un prodotto approvato per finalità estetiche, sportive o di longevità. Nell'Unione Europea la tesamorelina non dispone di un'autorizzazione all'immissione in commercio, quindi in Italia non esiste una specialità medicinale registrata.

Dal punto di vista chimico si tratta di un peptide di 44 residui con peso molecolare di circa 5 136 g/mol e formula C₂₂₁H₃₆₆N₇₂O₆₇S, fornito come polvere liofilizzata da ricostituire prima dell'iniezione sottocutanea. È una molecola grande e idrofila, incompatibile con la somministrazione orale: la via parenterale non è una scelta di comodo ma una necessità farmacocinetica.

Un punto merita di essere chiarito subito, perché è la fonte di confusione più comune tra i lettori. La tesamorelina non è uno steroide anabolizzante e non è ormone della crescita. Non introduce nell'organismo alcun ormone finito: agisce a monte, chiedendo all'ipofisi di produrre e rilasciare il proprio GH. Questa distinzione, apparentemente teorica, ha conseguenze pratiche rilevanti sul profilo di sicurezza, sul tipo di monitoraggio richiesto e sui limiti dell'effetto ottenibile, come vedremo nelle sezioni successive.

Nota: questo articolo ha finalità informative ed educative. Non costituisce un consiglio medico e non fornisce alcuna raccomandazione di dosaggio. Qualsiasi decisione riguardante la tesamorelina compete a un medico.

Come agisce la tesamorelina sull'asse GH/IGF-1?

Il bersaglio della tesamorelina è il recettore del GHRH (GHRH-R), un recettore accoppiato a proteine G espresso principalmente sulle cellule somatotrope dell'adenoipofisi. Il legame attiva la via Gs, aumenta l'AMP ciclico intracellulare e attiva la protein chinasi A, con due conseguenze: la trascrizione del gene del GH e l'esocitosi dei granuli che contengono l'ormone già sintetizzato. In altre parole, la tesamorelina non si limita a svuotare le riserve ipofisarie, ma stimola anche la loro ricostituzione.

La caratteristica più importante di questo meccanismo è la conservazione della pulsatilità. Il GH endogeno viene fisiologicamente rilasciato in picchi, prevalentemente notturni, separati da lunghi intervalli di concentrazioni basse. Questo profilo pulsatile è il segnale che i tessuti periferici sono programmati a interpretare. Poiché la tesamorelina agisce sull'ipofisi e non sostituisce l'ormone, l'intero sistema di regolazione rimane intatto: la somatostatina ipotalamica può frenare la secrezione, e l'IGF-1 prodotto dal fegato esercita il suo feedback negativo. Esiste quindi un tetto fisiologico alla risposta, un elemento che differenzia nettamente questa classe dalla somatropina esogena, la quale produce concentrazioni continue e sovrafisiologiche.

A valle, l'aumento del GH determina un incremento dell'IGF-1 circolante, che nei trial clinici si è dimostrato un marcatore affidabile dell'attività biologica del farmaco. Sul tessuto adiposo il GH stimola la lipolisi attraverso l'attivazione della lipasi ormono-sensibile e riduce l'attività della lipoproteina lipasi, favorendo la mobilizzazione dei trigliceridi immagazzinati. Il tessuto adiposo viscerale (VAT) sembra particolarmente sensibile a questo effetto, il che spiega perché negli studi la riduzione misurata con tomografia computerizzata sia risultata più marcata nel compartimento viscerale rispetto a quello sottocutaneo. Nelle persone con lipodistrofia associata all'HIV questo è rilevante perché la condizione si caratterizza proprio per un accumulo viscerale sproporzionato, associato a un profilo cardiometabolico sfavorevole.

La farmacocinetica completa il quadro. Dopo somministrazione sottocutanea la biodisponibilità assoluta è bassa e l'emivita di eliminazione è breve, dell'ordine di 26 minuti nei soggetti sani e di circa 38 minuti nei pazienti con infezione da HIV secondo i dati riportati nel foglietto illustrativo approvato dalla FDA. Questa esposizione limitata nel tempo non è un difetto: è coerente con l'obiettivo di generare un impulso secretorio circoscritto, che mima il segnale fisiologico invece di sovrascriverlo. È anche la ragione per cui la somministrazione avviene tipicamente una volta al giorno, in un momento della giornata stabilito dal protocollo clinico.

Va sottolineato che questo meccanismo ha un limite intrinseco: se l'ipofisi non è funzionante, la tesamorelina non ha alcun effetto. Le condizioni che compromettono l'asse ipotalamo-ipofisario rappresentano infatti controindicazioni formali all'uso del farmaco.

Che cosa mostrano gli studi clinici sul grasso viscerale?

Il corpo di evidenze che ha portato all'approvazione regolatoria si basa su due studi di fase 3 randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo, condotti in adulti con infezione da HIV e accumulo di grasso addominale. Lo studio pubblicato da Falutz e colleghi sul New England Journal of Medicine nel 2007 ha arruolato oltre 400 partecipanti, randomizzati a tesamorelina o placebo per 26 settimane, con l'endpoint primario costituito dalla variazione percentuale del tessuto adiposo viscerale misurato mediante tomografia computerizzata a livello della vertebra L4-L5.

Il risultato è stato una riduzione media del VAT di circa il 15 per cento nel gruppo trattato, a fronte di un lieve aumento nel gruppo placebo, con una differenza statisticamente significativa. Gli endpoint secondari hanno mostrato un miglioramento del profilo lipidico, in particolare una riduzione dei trigliceridi e del rapporto colesterolo totale su HDL, insieme all'atteso aumento dell'IGF-1. È importante notare la selettività del compartimento: il grasso sottocutaneo degli arti, la cui perdita costituisce l'altro versante della lipodistrofia e rappresenta un problema estetico e psicologico rilevante, non è risultato significativamente ridotto, un elemento rassicurante in questa popolazione specifica.

Il secondo trial di fase 3 ha replicato sostanzialmente questi risultati, e l'analisi aggregata dei due studi pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism nel 2010 ha confermato la coerenza dell'effetto e ha fornito dati di sicurezza su un campione più ampio. In entrambi i programmi si è osservato che una quota di partecipanti non risponde al trattamento, il che ha portato a definire il concetto di responder sulla base della variazione del VAT osservata dopo alcuni mesi.

L'informazione forse più importante dal punto di vista pratico proviene dall'estensione a 52 settimane pubblicata da Falutz e colleghi su JAIDS nel 2010. In questa fase i partecipanti sono stati nuovamente randomizzati: chi ha proseguito con la tesamorelina ha mantenuto la riduzione del grasso viscerale, mentre chi è passato al placebo ha riaccumulato il VAT, tornando progressivamente verso i valori di partenza. La conclusione è netta e va enfatizzata: l'effetto della tesamorelina è sospensione-dipendente. Il farmaco non produce un rimodellamento permanente del tessuto adiposo, ma mantiene uno stato che si dissolve quando lo stimolo viene rimosso. Chiunque consideri questa molecola deve integrare nel proprio ragionamento la prospettiva di un uso prolungato e il relativo profilo rischio-beneficio.

Restano limiti sostanziali da riconoscere con onestà. Tutti questi dati provengono da una popolazione specifica, quella con lipodistrofia associata all'HIV, in un'epoca in cui i regimi antiretrovirali erano diversi dagli attuali. L'endpoint è un parametro di imaging, non un esito clinico: non esistono studi che dimostrino una riduzione degli eventi cardiovascolari o della mortalità con la tesamorelina. Il miglioramento del grasso viscerale è un marcatore surrogato plausibile, non una prova di beneficio clinico a lungo termine.

Quali effetti sono stati studiati su fegato e funzione cognitiva?

Oltre all'indicazione approvata, la tesamorelina è stata impiegata come strumento di ricerca per esplorare altri effetti dell'attivazione dell'asse GH/IGF-1. Due filoni meritano attenzione perché hanno prodotto studi randomizzati pubblicati su riviste di primo piano, pur restando lontani da un'approvazione regolatoria.

Il primo riguarda il grasso epatico. Lo studio di Stanley e colleghi pubblicato su JAMA nel 2014 ha valutato in modo randomizzato e controllato con placebo l'effetto della tesamorelina su grasso viscerale e contenuto lipidico del fegato in persone con HIV e accumulo di grasso addominale, utilizzando la spettroscopia a risonanza magnetica protonica per quantificare la frazione di grasso epatico. Il trattamento ha ridotto sia il VAT sia il contenuto lipidico epatico rispetto al placebo. Questo risultato ha una logica fisiopatologica: il GH modula la lipogenesi de novo e l'ossidazione degli acidi grassi nell'epatocita, e la steatosi è strettamente legata all'adiposità viscerale.

Il filone è stato successivamente approfondito da un trial più lungo pubblicato su Lancet HIV nel 2019, che ha valutato la tesamorelina in persone con HIV e steatosi epatica non alcolica per dodici mesi, includendo la biopsia epatica tra le valutazioni. I dati hanno indicato una riduzione della frazione di grasso epatico rispetto al placebo e segnali favorevoli sulla progressione della fibrosi. Si tratta di risultati interessanti e metodologicamente solidi per la loro dimensione campionaria, ma ottenuti su coorti relativamente piccole e in una popolazione specifica: non autorizzano a presentare la tesamorelina come opzione per la steatosi epatica nella popolazione generale.

Il secondo filone riguarda la funzione cognitiva. Lo studio di Baker e colleghi pubblicato su Archives of Neurology nel 2012 ha somministrato tesamorelina o placebo per 20 settimane ad adulti anziani cognitivamente sani e ad adulti con decadimento cognitivo lieve (MCI). Il razionale era che il declino dell'attività dell'asse GHRH/GH/IGF-1 con l'età potesse contribuire ai cambiamenti cognitivi, e che una stimolazione fisiologica potesse avere effetti favorevoli. Lo studio ha riportato un effetto positivo su misure composite di funzione esecutiva e di memoria verbale, accompagnato dall'atteso aumento dell'IGF-1 e da lievi variazioni della regolazione glicemica.

Questi risultati vanno letti nella giusta prospettiva. Si tratta di un singolo studio di dimensioni moderate, con endpoint cognitivi compositi e durata limitata, che non è stato replicato in trial di fase 3 né ha portato ad alcuna indicazione approvata. Rappresenta un segnale di ricerca che giustifica ulteriori studi, non una base per l'uso clinico. Presentare la tesamorelina come un intervento nootropico o preventivo del declino cognitivo significa andare molto oltre ciò che i dati sostengono.

Tesamorelina, CJC-1295, Ipamorelin o Sermorelin: quali differenze?

Questi quattro nomi compaiono spesso insieme, ma appartengono a categorie farmacologiche e regolatorie profondamente diverse. Confonderli porta ad aspettative sbagliate. La distinzione più importante è tra analoghi del GHRH, che agiscono sul recettore del GHRH, e secretagoghi ghrelinergici (GHRP), che agiscono su un recettore completamente diverso, il GHS-R1a, lo stesso della grelina.

PeptideClasse farmacologicaStato regolatorioEmivita indicativaProve nell'uomo
TesamorelinaAnalogo GHRH(1-44) stabilizzatoApprovata FDA nel 2010 per la lipodistrofia HIV; nessuna autorizzazione UECirca 26-38 minutiStudi di fase 3 randomizzati e pubblicati, con endpoint di imaging
CJC-1295 senza DAC (modified GRF 1-29)Analogo GHRH(1-29) modificatoNessuna approvazione; commercializzato come prodotto per la ricercaCirca 30 minutiDati limitati, essenzialmente studi iniziali su volontari
CJC-1295 con DACAnalogo GHRH con complesso di affinità per l'albuminaSviluppo clinico interrotto; nessuna approvazioneVari giorniStudi di fase 1 e 2, programma non completato
IpamorelinPentapeptide GHRP, agonista del recettore della grelinaNessuna approvazione; sviluppo clinico abbandonatoCirca 2 oreStudi iniziali, sviluppo interrotto per mancanza di efficacia sull'endpoint studiato
SermorelinAnalogo GHRH(1-29), frammento minimo attivoStoricamente approvato negli Stati Uniti, poi ritirato dal commercioCirca 10-20 minutiUsato in passato anche come test diagnostico dell'asse ipofisario

La lettura della tabella rende evidente l'asimmetria. La tesamorelina è l'unica molecola del gruppo che abbia superato un programma clinico completo con endpoint prespecificati e sia stata sottoposta a scrutinio regolatorio. Il CJC-1295 condivide con essa il bersaglio recettoriale ma non il livello di evidenza, e la versione con DAC introduce una farmacocinetica lunga che elimina la pulsatilità, allontanandosi dal profilo fisiologico. L'Ipamorelin agisce su un asse completamente diverso ed è spesso descritto come selettivo perché nei dati disponibili non aumenta in modo apprezzabile cortisolo e prolattina, ma resta privo di validazione clinica. Il Sermorelin è il progenitore concettuale della tesamorelina, il frammento 1-29 che rappresenta la porzione minima biologicamente attiva del GHRH, con un'emivita ancora più breve.

Esiste infine una differenza di natura pratica. La tesamorelina è un farmaco soggetto a prescrizione con un foglietto illustrativo approvato, controlli di qualità farmaceutica e un sistema di farmacovigilanza. Gli altri peptidi citati circolano prevalentemente come prodotti destinati alla ricerca di laboratorio, senza garanzie sistematiche di identità, purezza o sterilità. Questa asimmetria di controllo qualità pesa almeno quanto le differenze farmacologiche quando si valuta il rischio complessivo.

Che cosa si sa dell'uso off-label e della ricerca fuori dall'HIV?

La domanda che porta la maggior parte dei lettori alla tesamorelina non riguarda la lipodistrofia associata all'HIV, ma la perdita di grasso addominale in persone senza HIV. È quindi essenziale separare con precisione ciò che è dimostrato da ciò che è soltanto plausibile.

Ciò che è dimostrato: in adulti con infezione da HIV e accumulo di grasso addominale, la tesamorelina riduce il tessuto adiposo viscerale misurato con TC di una percentuale media intorno al 15 per cento nell'arco di sei mesi, migliora alcuni parametri lipidici, aumenta l'IGF-1 e riduce il contenuto di grasso epatico. L'effetto regredisce alla sospensione. Questo insieme di risultati proviene da studi randomizzati, controllati con placebo e pubblicati su riviste sottoposte a revisione paritaria.

Ciò che non è dimostrato: non esiste alcuno studio di fase 3 che abbia valutato la tesamorelina per la riduzione del grasso corporeo in soggetti sani, in atleti o in persone con obesità comune senza infezione da HIV. Non esistono dati sull'effetto a lungo termine sul peso corporeo in queste popolazioni, né studi che ne confrontino l'efficacia con gli interventi consolidati. L'estrapolazione dalla popolazione HIV è un'ipotesi ragionevole dal punto di vista meccanicistico, poiché la lipolisi indotta dal GH non è specifica di una condizione virale, ma resta un'ipotesi non verificata. La lipodistrofia associata all'HIV ha inoltre caratteristiche fisiopatologiche proprie, legate al trattamento antiretrovirale e all'infiammazione cronica, che potrebbero rendere questa popolazione particolarmente responsiva.

Il confronto di magnitudine è utile per calibrare le aspettative. Gli agonisti del recettore GLP-1 come la semaglutide hanno prodotto nei trial una perdita media del 15-17 per cento del peso corporeo totale, con un ampio programma di sviluppo dedicato all'obesità. La tesamorelina agisce su un compartimento adiposo specifico, quello viscerale, senza un effetto comparabile sul peso corporeo complessivo. Sono strumenti concettualmente diversi, con obiettivi diversi, e non sono intercambiabili. Chi desidera un inquadramento più ampio delle molecole studiate in questo ambito può consultare la nostra panoramica sui peptidi studiati per la perdita di grasso.

Due ulteriori considerazioni completano il quadro. La prima riguarda lo sport: i secretagoghi dell'ormone della crescita rientrano nella categoria S2 della lista delle sostanze proibite dell'Agenzia Mondiale Antidoping, quindi il loro uso in ambito sportivo agonistico è vietato. La seconda riguarda la qualità del prodotto: la tesamorelina venduta al di fuori del circuito farmaceutico regolamentato non offre garanzie di identità, purezza, sterilità o corretta conservazione, e le condizioni di trasporto di un peptide liofilizzato influiscono direttamente sulla sua integrità.

Quali sono gli effetti indesiderati e le controindicazioni?

Il profilo di sicurezza della tesamorelina è documentato in modo relativamente dettagliato grazie al programma clinico registrativo e al foglietto illustrativo approvato dalla FDA, che rappresenta la fonte di riferimento su questo argomento. Gli eventi avversi osservati riflettono in larga parte gli effetti noti dell'aumento del GH e dell'IGF-1.

Gli effetti più frequentemente segnalati sono le reazioni nel sito di iniezione, comprendenti eritema, prurito, dolore, gonfiore e talvolta orticaria localizzata, che costituiscono una causa comune di interruzione del trattamento. Seguono i disturbi muscoloscheletrici: artralgie, mialgie, dolore agli arti e rigidità articolare. La ritenzione idrica si manifesta come edema periferico, e sono state riportate parestesie, ipoestesie e casi di sindrome del tunnel carpale, tutti fenomeni classicamente associati all'espansione del volume dei fluidi indotta dal GH. Sono descritte inoltre nausea, vomito, dispepsia, rash e reazioni di ipersensibilità, incluse segnalazioni di ipersensibilità sistemica.

Due parametri richiedono un monitoraggio specifico e rappresentano il nucleo della sorveglianza medica. Il primo è la glicemia. Il GH ha un effetto controinsulare e può ridurre la sensibilità insulinica: negli studi si sono osservati incrementi della glicemia a digiuno e dell'emoglobina glicata, in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Nelle persone con prediabete o diabete questo aspetto è clinicamente rilevante e richiede una valutazione preventiva e un controllo periodico. Il secondo è l'IGF-1, che aumenta in modo prevedibile e deve essere misurato per verificare che non superi stabilmente i limiti superiori dell'intervallo di riferimento aggiustato per età e sesso, dal momento che un'esposizione cronica a livelli elevati solleva preoccupazioni teoriche di natura proliferativa.

Le controindicazioni riportate nel foglietto illustrativo comprendono la presenza di una neoplasia maligna attiva, l'interruzione dell'asse ipotalamo-ipofisario dovuta a ipofisectomia, ipopituitarismo, tumore ipofisario o chirurgia dell'ipofisi, irradiazione del capo o trauma cranico, la gravidanza, e l'ipersensibilità nota alla tesamorelina o a qualsiasi eccipiente della formulazione, incluso il mannitolo. In presenza di una storia oncologica, la decisione clinica richiede una valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio da parte di uno specialista. La retinopatia diabetica costituisce un ulteriore elemento di cautela.

Questo elenco ha finalità informative e non sostituisce la lettura integrale del foglietto illustrativo approvato né una valutazione medica individuale. Qualsiasi sintomo insorto durante un trattamento va segnalato al medico prescrittore.

Come si ricostituisce e si conserva la tesamorelina?

La tesamorelina è fornita come polvere liofilizzata in flaconcino, da ricostituire con un diluente prima della somministrazione sottocutanea. La liofilizzazione serve a proteggere la struttura peptidica: allo stato secco e a temperatura controllata il peptide è stabile per periodi prolungati, mentre in soluzione la sua degradazione accelera in modo significativo.

Il principio generale della ricostituzione è la delicatezza. Il diluente va introdotto lentamente lungo la parete interna del flaconcino, evitando il getto diretto sulla polvere, e la dissoluzione va favorita con un movimento rotatorio lento anziché con l'agitazione. Scuotere energicamente un peptide provoca stress meccanico all'interfaccia aria-liquido e può causare denaturazione e formazione di aggregati, con perdita di attività biologica. La soluzione ricostituita deve risultare limpida: la presenza di torbidità, particelle o colorazione anomala è un motivo per non utilizzarla. Per una descrizione passo per passo della tecnica generale è disponibile la nostra guida sulla ricostituzione dei peptidi in 5 passaggi, mentre per i calcoli di volume e concentrazione può essere utile il calcolatore dedicato alla tesamorelina.

Le condizioni di conservazione dipendono in modo determinante dalla formulazione specifica. Le diverse presentazioni commerciali della tesamorelina hanno requisiti differenti: alcune richiedono refrigerazione costante del flaconcino non ricostituito, altre consentono la conservazione a temperatura ambiente entro limiti definiti. Il volume e il tipo di diluente, così come il tempo massimo tra ricostituzione e iniezione, sono anch'essi specifici della formulazione. Per questa ragione l'unica fonte corretta è il foglietto illustrativo approvato del prodotto effettivamente in uso, integrato dalle istruzioni del medico o del farmacista. Come regola generale, la soluzione ricostituita non è destinata a una conservazione prolungata.

Questa guida non fornisce e non fornirà alcuna raccomandazione di dosaggio. La posologia, la durata del trattamento, il momento della somministrazione e la sede di iniezione sono decisioni cliniche che dipendono dall'indicazione, dalle caratteristiche individuali del paziente, dalle comorbilità e dai farmaci concomitanti. Qualsiasi fonte non medica che proponga uno schema posologico preciso per la tesamorelina va considerata con estrema prudenza, tanto più che il farmaco è soggetto a prescrizione nei paesi in cui è autorizzato.

Una nota conclusiva sulla sicurezza dell'iniezione: la tecnica asettica, l'uso di materiale sterile monouso e la rotazione delle sedi riducono il rischio di reazioni locali e di infezioni, che sono tra gli eventi avversi più comuni riportati negli studi clinici.

Qual è lo stato legale e quanto costa la tesamorelina?

Lo stato legale della tesamorelina varia in modo sostanziale a seconda della giurisdizione, e questa variabilità ha conseguenze pratiche concrete. Negli Stati Uniti è un medicinale approvato dalla FDA, soggetto a prescrizione medica, con un'indicazione specifica alla lipodistrofia associata all'HIV. Non è una sostanza controllata, ma la sua dispensazione richiede una prescrizione e avviene attraverso il circuito farmaceutico regolamentato.

Nell'Unione Europea, e quindi in Italia, la tesamorelina non dispone di un'autorizzazione all'immissione in commercio. Non esiste una specialità medicinale registrata, il che significa che il farmaco non è disponibile nel normale circuito di distribuzione. Eventuali percorsi di accesso per singoli pazienti rientrano in procedure specifiche e complesse, che competono esclusivamente al medico curante e alle autorità sanitarie. I prodotti etichettati come tesamorelina reperibili online sono generalmente commercializzati come materiali destinati alla ricerca di laboratorio, con la dicitura esplicita che non sono destinati all'uso umano: acquistarli e utilizzarli su sé stessi significa uscire da qualsiasi quadro di tutela normativa e di garanzia di qualità.

Per quanto riguarda il prezzo, è opportuno essere espliciti su ciò che questa guida non farà: non indicheremo alcuna cifra. Il costo di un medicinale di marca varia in funzione del paese, della formulazione, della catena distributiva, della copertura assicurativa e dei programmi di assistenza al paziente, e cambia nel tempo. Un prezzo riportato oggi sarebbe verosimilmente inesatto domani e potrebbe indurre decisioni basate su informazioni errate. Per il prodotto autorizzato, l'informazione corretta si ottiene dalla farmacia o dall'assicurazione sanitaria; per i prodotti da ricerca, occorre consultare il prezzo corrente sul sito del fornitore. In termini generali, la tesamorelina si colloca tra le molecole peptidiche con un costo elevato, in linea con la complessità di sintesi di un peptide di 44 amminoacidi.

Un ultimo elemento di contesto: il mercato dei peptidi terapeutici è in forte espansione, con stime che lo collocano intorno ai 48 miliardi di dollari nel 2025 e una proiezione a oltre 90 miliardi entro il 2032. Questa crescita porta con sé un'offerta online sempre più ampia e una crescente difficoltà a distinguere le fonti affidabili. Le autorità regolatorie hanno emesso avvisi e lettere di richiamo nei confronti di operatori che commercializzano prodotti peptidici non autorizzati per uso umano.

Disclaimer medico. Questo articolo è stato redatto a scopo esclusivamente educativo e informativo. Non costituisce un consiglio medico, non contiene raccomandazioni di dosaggio e non incoraggia l'uso della tesamorelina al di fuori di un contesto medico autorizzato. La tesamorelina è approvata unicamente per un'indicazione specifica negli Stati Uniti e non è autorizzata nell'Unione Europea. Consultare sempre un professionista sanitario qualificato prima di prendere in considerazione qualsiasi intervento che coinvolga peptidi o terapie ormonali.

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Domande frequenti sulla tesamorelina

La tesamorelina è uno steroide anabolizzante?
No. La tesamorelina è un peptide di 44 amminoacidi, analogo dell'ormone di rilascio dell'ormone della crescita, e non ha alcuna relazione chimica o farmacologica con gli steroidi anabolizzanti androgeni. Gli steroidi derivano dal colesterolo, attraversano la membrana cellulare e agiscono su recettori nucleari legandosi al recettore degli androgeni. La tesamorelina agisce invece su un recettore di membrana accoppiato a proteine G presente sulle cellule dell'ipofisi, stimolando il rilascio dell'ormone della crescita endogeno. Non ha effetti androgenici, non sopprime la produzione di testosterone e non richiede alcun protocollo di ripristino dell'asse gonadico. Va precisato che l'assenza di parentela con gli steroidi non implica assenza di rischi: la tesamorelina ha un proprio profilo di effetti indesiderati, in particolare sulla glicemia e sulla ritenzione idrica.
La tesamorelina è adatta alle donne?
Gli studi clinici registrativi hanno incluso sia uomini sia donne con lipodistrofia associata all'HIV, quindi esistono dati in entrambi i sessi e l'indicazione approvata non è ristretta per sesso. Alcune analisi hanno suggerito differenze nella magnitudine della risposta tra uomini e donne, un aspetto che il medico prescrittore considera nella valutazione individuale. È importante segnalare che la gravidanza costituisce una controindicazione formale riportata nel foglietto illustrativo approvato, e che non esistono dati adeguati sull'uso durante l'allattamento. Le donne in età fertile che considerano un trattamento con tesamorelina devono discutere questo aspetto con il proprio medico. Come per ogni terapia che agisce sull'asse ormonale, la valutazione medica preventiva è indispensabile.
Per quanto tempo si usa la tesamorelina?
Gli studi registrativi hanno valutato periodi di 26 settimane, estesi fino a 52 settimane nella fase di prosecuzione, e lo studio sulla steatosi epatica pubblicato nel 2019 ha raggiunto i dodici mesi. Nella pratica clinica autorizzata la durata è una decisione medica che dipende dalla risposta osservata, dalla tollerabilità e dai parametri di monitoraggio, in particolare glicemia e IGF-1. Poiché l'effetto sul grasso viscerale regredisce alla sospensione, la questione della durata si intreccia con quella del mantenimento del beneficio nel tempo. Non esistono dati robusti sulla sicurezza di un uso che si protragga per molti anni, e questa incertezza va integrata in qualsiasi valutazione del rapporto rischio-beneficio. Nessuna indicazione temporale può essere fornita al di fuori di un rapporto medico.
Che cosa succede quando si interrompe la tesamorelina?
I dati su questo punto sono chiari e provengono dall'estensione a 52 settimane pubblicata su JAIDS nel 2010. I partecipanti che dopo il periodo iniziale di trattamento sono stati riassegnati al placebo hanno riaccumulato progressivamente il tessuto adiposo viscerale, tornando verso i valori di partenza, mentre chi ha proseguito con il farmaco ha mantenuto la riduzione ottenuta. L'effetto della tesamorelina è quindi dipendente dalla somministrazione continuativa: il farmaco non induce un rimodellamento permanente del tessuto adiposo. Contestualmente, la secrezione di ormone della crescita e i livelli di IGF-1 ritornano ai valori basali, poiché l'asse ipotalamo-ipofisario non viene soppresso ma soltanto stimolato temporaneamente. Questa reversibilità è un elemento centrale nella valutazione dell'utilità clinica del farmaco.
Si può combinare la tesamorelina con CJC-1295 e Ipamorelin?
Non esistono studi clinici che abbiano valutato la sicurezza o l'efficacia di una combinazione di tesamorelina con CJC-1295 o Ipamorelin, e nessuna associazione di questo tipo è autorizzata da alcuna agenzia regolatoria. Dal punto di vista farmacologico, associare tesamorelina e CJC-1295 significa stimolare due volte lo stesso recettore, con un beneficio additivo incerto e un possibile aumento degli effetti indesiderati legati all'esposizione al GH. L'associazione con un agonista del recettore della grelina come l'Ipamorelin agisce invece su una via distinta e potrebbe amplificare la risposta secretoria, ma senza alcun dato clinico che ne documenti la sicurezza. Un aumento eccessivo e prolungato dell'IGF-1 comporta preoccupazioni teoriche di natura metabolica e proliferativa. In assenza di evidenze, questa guida non può sostenere alcuna combinazione.
Qual è la differenza tra tesamorelina e ormone della crescita?
La somatropina è ormone della crescita ricombinante somministrato direttamente, quindi introduce nell'organismo l'ormone finito, in concentrazioni continue e spesso sovrafisiologiche, bypassando completamente la regolazione ipofisaria. La tesamorelina agisce a monte, stimolando l'ipofisi a produrre e rilasciare il proprio GH. Ne derivano tre differenze pratiche. La prima è la conservazione della pulsatilità fisiologica del rilascio, con un profilo di esposizione più vicino a quello naturale. La seconda è il mantenimento del feedback negativo esercitato da somatostatina e IGF-1, che pone un tetto alla risposta e riduce il rischio di eccessi. La terza è la dipendenza da un'ipofisi funzionante: nei pazienti con ipopituitarismo o con l'asse ipotalamo-ipofisario compromesso la tesamorelina è inefficace ed è controindicata, mentre la somatropina resta l'opzione terapeutica in quelle condizioni.
La tesamorelina aiuta a costruire massa muscolare?
Non esistono studi che dimostrino un aumento clinicamente significativo della massa muscolare o della forza con la tesamorelina, e nessuna indicazione approvata riguarda questo ambito. Gli studi registrativi hanno misurato come endpoint primario il tessuto adiposo viscerale, non la composizione muscolare, e le variazioni della massa magra osservate nei trial sono state modeste e in parte attribuibili alla ritenzione idrica indotta dall'ormone della crescita, che aumenta il contenuto d'acqua dei tessuti senza corrispondere a un guadagno di tessuto contrattile. La letteratura sull'ormone della crescita nelle persone con asse somatotropo normale indica in generale effetti limitati sulla performance muscolare. Presentare la tesamorelina come un agente per l'ipertrofia significa attribuirle proprietà che i dati disponibili non sostengono.
La tesamorelina è legale?
Dipende dal paese. Negli Stati Uniti è un medicinale approvato dalla FDA dal 2010, soggetto a prescrizione medica e legalmente disponibile per l'indicazione autorizzata. Nell'Unione Europea, Italia compresa, non dispone di un'autorizzazione all'immissione in commercio, quindi non esiste una specialità medicinale registrata e disponibile in farmacia. I prodotti etichettati come tesamorelina venduti online sono generalmente classificati come materiali per la ricerca di laboratorio, non destinati all'uso umano, e il loro acquisto a fini di autosomministrazione colloca l'utilizzatore fuori da ogni quadro di tutela normativa e di garanzia sulla qualità del prodotto. In ambito sportivo agonistico, inoltre, i secretagoghi dell'ormone della crescita rientrano nella categoria S2 della lista delle sostanze proibite dell'Agenzia Mondiale Antidoping. Verificare sempre la normativa vigente nella propria giurisdizione.

Fonti scientifiche

  1. Falutz J, Allas S, Blot K, et al. (2007). Metabolic effects of a growth hormone-releasing factor in patients with HIV. New England Journal of Medicine.
  2. Falutz J, Potvin D, Mamputu JC, et al. (2010). Effects of tesamorelin, a growth hormone-releasing factor, in HIV-infected patients with abdominal fat accumulation: a randomized placebo-controlled trial with a safety extension. Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes (JAIDS).
  3. Falutz J, Mamputu JC, Potvin D, et al. (2010). Effects of tesamorelin (TH9507), a growth hormone-releasing factor analog, in HIV-infected patients with excess abdominal fat: a pooled analysis of two multicenter, double-blind placebo-controlled phase 3 trials with safety extension data. Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.
  4. Stanley TL, Feldpausch MN, Oh J, et al. (2014). Effect of tesamorelin on visceral fat and liver fat in HIV-infected patients with abdominal fat accumulation: a randomized clinical trial. JAMA.
  5. Stanley TL, Fourman LT, Feldpausch MN, et al. (2019). Effects of tesamorelin on non-alcoholic fatty liver disease in HIV: a randomised, double-blind, multicentre trial. The Lancet HIV.
  6. Baker LD, Barsness SM, Borson S, et al. (2012). Effects of growth hormone-releasing hormone on cognitive function in adults with mild cognitive impairment and healthy older adults: results of a controlled trial. Archives of Neurology.
  7. U.S. Food and Drug Administration (2010). EGRIFTA (tesamorelin for injection): Highlights of Prescribing Information. Drugs@FDA, FDA Approved Drug Products.

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