Che cos'è il survodutide?
Il survodutide, identificato nei documenti di sviluppo con il codice BI 456906, è un peptide sperimentale sviluppato da Boehringer Ingelheim in collaborazione con Zealand Pharma. Appartiene alla classe dei doppi agonisti del recettore del glucagone (GCGR) e del recettore del GLP-1 (GLP-1R). Questa classe nasce da un'osservazione biologica semplice: glucagone e GLP-1 derivano dallo stesso precursore, il proglucagone, e condividono una struttura peptidica abbastanza simile da permettere la progettazione di molecole singole capaci di attivare entrambi i recettori con potenze calibrate.
Dal punto di vista chimico il survodutide è un peptide lineare sintetico di 29 amminoacidi derivato dalla sequenza del glucagone, con un residuo non canonico (Ac4c) in posizione 2 che lo rende meno vulnerabile alla degradazione enzimatica e un acido grasso C18 diacido coniugato tramite un linker idrofilo alla lisina in posizione 24. Questa acilazione favorisce il legame all'albumina e prolunga l'emivita, caratteristica che rende possibile una somministrazione sottocutanea una volta a settimana. Il peso molecolare è di circa 4231,63 g/mol.
Il razionale terapeutico è stato descritto in modo dettagliato nel lavoro preclinico pubblicato su Molecular Metabolism nel 2022, in cui la molecola ha prodotto nei modelli murini riduzioni del peso corporeo superiori a quelle ottenute con dosi massimamente efficaci di un agonista puro del GLP-1. È importante sottolineare che questi risultati provengono da studi animali e non sono automaticamente trasferibili all'essere umano: servono a spiegare il meccanismo, non a quantificare un effetto clinico.
Il survodutide è oggi studiato in due aree principali: l'obesità (con e senza diabete di tipo 2) e la steatoepatite metabolica (MASH), la forma infiammatoria e potenzialmente fibrosante della malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica. Per il contesto generale di questa classe di molecole può essere utile la nostra panoramica sulle incretine e sui GLP-1 di nuova generazione. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non descrive protocolli, dosaggi o modalità d'uso.
Come funziona il survodutide?
Il survodutide agisce su due vie ormonali che, prese singolarmente, hanno effetti metabolici in parte complementari e in parte opposti. La componente GLP-1 riproduce gli effetti già noti degli agonisti incretinici: rallentamento dello svuotamento gastrico, aumento della sazietà attraverso i circuiti ipotalamici e del tronco encefalico, potenziamento della secrezione insulinica glucosio-dipendente. Il risultato principale è una riduzione dell'apporto calorico spontaneo.
La componente glucagonica aggiunge un meccanismo diverso, che agisce sul lato del consumo energetico e sul metabolismo epatico dei lipidi. Nei modelli sperimentali l'attivazione del recettore del glucagone aumenta la spesa energetica a riposo, stimola la lipolisi e promuove l'ossidazione degli acidi grassi nel fegato, con un coinvolgimento documentato di vie come PGC-1alfa e del mantenimento della funzione mitocondriale. In teoria, questo permette di ottenere una perdita di peso maggiore a parità di riduzione dell'apporto calorico e di agire in modo più diretto sul grasso epatico.
Il glucagone, però, è anche l'ormone che stimola la produzione epatica di glucosio: un agonismo glucagonico eccessivo rischierebbe di peggiorare il controllo glicemico. Il punto delicato nella progettazione di queste molecole è quindi il rapporto di potenza tra le due attività recettoriali, calibrato in modo che l'effetto insulinotropico e anoressizzante del GLP-1 compensi la spinta iperglicemizzante del glucagone. Nei trial condotti su persone con diabete di tipo 2 il survodutide ha ridotto l'emoglobina glicata più del placebo, un dato coerente con un bilanciamento favorevole, ma la sorveglianza su questo aspetto resta parte integrante dello sviluppo clinico.
Un terzo elemento di interesse riguarda il fegato. Un'analisi di mediazione condotta sui dati dello studio di fase 2 nella MASH ha stimato che la riduzione del peso spieghi circa il 66,7% dell'effetto totale sulla risoluzione della MASH senza peggioramento della fibrosi e circa il 71,8% dell'effetto sul miglioramento della MASH senza peggioramento della fibrosi. In altre parole, la maggior parte del beneficio epatico sembra passare attraverso la perdita di peso, ma una frazione non trascurabile resterebbe indipendente da essa, compatibile con un'azione epatica diretta della componente glucagonica. Si tratta di un'analisi post hoc, quindi esplorativa.
Che cosa ha mostrato lo studio di fase 2 nell'obesità?
Lo studio di fase 2 di riferimento è un trial randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e disegnato per la ricerca della dose, pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology nel marzo 2024 da le Roux e collaboratori. Ha arruolato 387 adulti con indice di massa corporea pari o superiore a 27 kg/m² e senza diabete, in 43 centri di 12 Paesi, randomizzati a quattro livelli di dose di survodutide (0,6, 2,4, 3,6 e 4,8 mg settimanali) oppure a placebo per 46 settimane.
L'endpoint primario era la variazione percentuale del peso corporeo. Nell'analisi principale, che considera tutti i partecipanti randomizzati indipendentemente dall'aderenza al trattamento, la variazione media del peso a 46 settimane è stata di -6,2% con 0,6 mg, -12,5% con 2,4 mg e -14,9% con 4,8 mg, contro -2,8% con placebo. Nell'analisi che considera i partecipanti che hanno raggiunto e mantenuto la dose assegnata, la riduzione media è arrivata al 18,7% con la dose più alta.
Gli endpoint secondari comprendevano le proporzioni di partecipanti che raggiungevano riduzioni del peso pari o superiori al 5%, al 10% e al 15%, oltre alle variazioni della circonferenza vita e della pressione arteriosa. Un'analisi post hoc successiva, pubblicata su Diabetes, Obesity and Metabolism, ha esaminato specificamente l'effetto sulla pressione arteriosa in questa popolazione, descrivendo un andamento favorevole coerente con la perdita di peso.
Due precisazioni metodologiche sono importanti per leggere questi numeri. La prima è che si tratta di uno studio di fase 2, cioè di uno studio esplorativo disegnato per scegliere le dosi da portare in fase 3, non per dimostrare un beneficio clinico duraturo. La seconda è che lo schema di aumento della dose era deliberatamente rapido, una scelta che ha amplificato gli eventi gastrointestinali e le interruzioni di trattamento, come discusso dagli stessi autori. Le dosi citate sono quelle impiegate negli studi e non costituiscono in alcun modo un'indicazione d'uso.
Quali sono i risultati nella MASH?
Il secondo pilastro dei dati di fase 2 riguarda il fegato. Lo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2024 da Sanyal e collaboratori ha arruolato adulti con MASH confermata da biopsia e fibrosi in stadio da F1 a F3, randomizzati a survodutide 2,4, 4,8 o 6,0 mg settimanali oppure a placebo per 48 settimane, con una fase di aumento rapido della dose di 24 settimane seguita da 24 settimane di mantenimento. Complessivamente 293 partecipanti randomizzati hanno ricevuto almeno una dose.
L'endpoint primario, il miglioramento istologico della MASH senza peggioramento della fibrosi, è stato raggiunto dal 47% dei partecipanti nel gruppo 2,4 mg, dal 62% nel gruppo 4,8 mg e dal 43% nel gruppo 6,0 mg, contro il 14% nel gruppo placebo, con una relazione dose-risposta meglio descritta da una curva quadratica (p inferiore a 0,001).
Tra gli endpoint secondari, una riduzione del contenuto di grasso epatico pari ad almeno il 30% è stata osservata nel 63% dei partecipanti trattati con 2,4 mg, nel 67% di quelli trattati con 4,8 mg e nel 57% di quelli trattati con 6,0 mg, contro il 14% con placebo. Il miglioramento della fibrosi di almeno uno stadio, anch'esso endpoint secondario, è stato riportato nel 34% del gruppo 2,4 mg e nel 36% del gruppo 4,8 mg: un segnale interessante, ma lo studio non era dimensionato per dimostrare in modo conclusivo un effetto antifibrotico.
Gli autori hanno concluso che il survodutide era superiore al placebo sull'endpoint primario e che i risultati giustificavano il passaggio alla fase 3. Va ricordato che la biopsia epatica resta l'endpoint regolatorio di riferimento in questo campo e che la variabilità della lettura istologica, insieme all'elevata risposta osservata nei bracci placebo di molti trial sulla MASH, impone cautela nella trasposizione dei numeri alla pratica clinica.
Come è strutturato il programma di fase 3 SYNCHRONIZE?
Il programma di fase 3 nell'obesità si chiama SYNCHRONIZE e comprende più studi complementari. SYNCHRONIZE-1, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel giugno 2026, ha randomizzato 725 adulti con obesità e senza diabete (241 nel gruppo 3,6 mg, 242 nel gruppo 6,0 mg e 242 nel gruppo placebo) per 76 settimane, in 116 centri di 14 Paesi. A 76 settimane la variazione media del peso è stata di -12,2% con 3,6 mg, -13,0% con 6,0 mg e -5,4% con placebo nell'analisi principale; una riduzione pari o superiore al 5% è stata raggiunta dal 72,6%, dal 71,9% e dal 46,3% dei partecipanti rispettivamente. Nell'analisi di efficacia che considera l'aderenza al trattamento, la riduzione media con la dose da 6,0 mg è stata del 16,6%, e il 28,5% dei partecipanti a questa dose ha perso almeno il 20% del peso iniziale contro il 6,6% con placebo.
SYNCHRONIZE-2, pubblicato sulla stessa rivista nell'ottobre 2026, ha studiato 752 adulti con obesità e diabete di tipo 2 (indice di massa corporea pari o superiore a 27 kg/m², emoglobina glicata media al basale 7,4%). A 76 settimane la riduzione media del peso è stata di -8,2% con 3,6 mg e -9,8% con 6,0 mg contro -3,9% con placebo nell'analisi principale, con una riduzione fino al 13,1% nell'analisi di efficacia comunicata dallo sponsor, accompagnata da riduzioni dell'emoglobina glicata superiori al placebo per entrambe le dosi. Il divario rispetto a SYNCHRONIZE-1 riflette un fenomeno ben noto: nelle persone con diabete di tipo 2 la perdita di peso ottenibile con i farmaci incretinici è sistematicamente inferiore.
SYNCHRONIZE-MASLD, pubblicato su Nature Medicine nel giugno 2026, ha randomizzato con rapporto 2:1 circa 218 adulti con obesità e malattia epatica steatosica a rischio, per 48 settimane. Lo studio ha raggiunto entrambi gli endpoint co-primari: fino all'84,2% dei partecipanti trattati ha ottenuto una riduzione relativa del grasso epatico di almeno il 30% contro il 24,3% con placebo, e la riduzione relativa del peso è arrivata al 12,2% contro l'1,0% con placebo. In un endpoint secondario prespecificato, il 61,0% dei partecipanti trattati ha raggiunto la normalizzazione del grasso epatico (contenuto inferiore al 5% alla risonanza magnetica) contro il 5,7% con placebo.
Il programma comprende inoltre SYNCHRONIZE-CVOT (NCT06077864), studio di sicurezza cardiovascolare guidato dagli eventi con un obiettivo di arruolamento di 4 935 partecipanti con indice di massa corporea pari o superiore a 27 kg/m² e malattia cardiovascolare accertata, malattia renale cronica o fattori di rischio multipli: l'obiettivo primario è dimostrare la non inferiorità rispetto al placebo su un endpoint composito a cinque componenti (5P-MACE). A questi si aggiungono SYNCHRONIZE-JP (NCT06176365), studio a 76 settimane dedicato alla popolazione giapponese, e i due trial epatologici LIVERAGE (circa 1 800 adulti con MASH e fibrosi moderata o avanzata) e LIVERAGE-Cirrhosis (circa 1 590 adulti con MASH e cirrosi), avviati nell'ottobre 2024. I risultati di questi ultimi studi, che valutano esiti clinici e istologici a lungo termine, non sono ancora disponibili.
Un'analisi di imaging prespecificata presentata ai congressi del 2026 ha descritto una riduzione del grasso viscerale intorno al 34% e del grasso epatico intorno al 63%, con una perdita di massa magra contenuta rispetto alla perdita di massa grassa. Questi dati provengono da comunicazioni dello sponsor e da sottostudi di imaging: sono coerenti con il meccanismo glucagonico ipotizzato, ma richiedono conferma nella pubblicazione completa.
Quali effetti indesiderati sono stati riportati?
Il profilo di tollerabilità del survodutide osservato negli studi è dominato dagli eventi avversi gastrointestinali, come per l'intera classe degli agonisti del GLP-1. Nausea, vomito, diarrea e costipazione sono gli eventi più frequentemente riportati, in genere di intensità da lieve a moderata e concentrati nella fase di aumento della dose, con attenuazione progressiva durante il mantenimento.
Nello studio di fase 2 sull'obesità gli eventi avversi di qualsiasi tipo sono stati riportati nel 91% dei partecipanti trattati con survodutide contro il 75% di quelli trattati con placebo, con eventi gastrointestinali nel 75% contro il 42%. Nello studio di fase 2 sulla MASH la nausea è stata riportata nel 66% dei partecipanti trattati contro il 23% con placebo, la diarrea nel 49% contro il 23% e il vomito nel 41% contro il 4%. In entrambi i trial lo schema di aumento rapido della dose, scelto per ragioni di disegno, ha probabilmente accentuato questi numeri.
Il dato più rilevante dal punto di vista clinico riguarda le interruzioni del trattamento. In SYNCHRONIZE-1 gli eventi gastrointestinali sono stati riportati nell'80,9% del gruppo 3,6 mg, nell'89,7% del gruppo 6,0 mg e nel 47,9% del gruppo placebo, e hanno portato all'interruzione del trattamento in circa il 19% dei partecipanti trattati contro il 2,9% con placebo. Si tratta di una percentuale superiore a quella osservata nei principali studi registrativi con semaglutide, un elemento che peserà nella valutazione del rapporto beneficio-rischio e nella definizione degli schemi di titolazione.
Restano da chiarire alcuni aspetti specifici legati alla componente glucagonica: l'effetto sulla frequenza cardiaca, l'andamento degli enzimi epatici, il bilancio glicemico nel lungo periodo e il mantenimento della massa magra. Gli studi di fase 3 in corso, in particolare SYNCHRONIZE-CVOT, sono stati disegnati proprio per generare dati di sicurezza su popolazioni ampie e per periodi prolungati. Per una panoramica degli effetti indesiderati comuni a questa classe farmacologica rimandiamo all'articolo dedicato agli effetti collaterali dei GLP-1.
Queste informazioni sono riportate a scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Qualsiasi valutazione di un farmaco metabolico, approvato o sperimentale, richiede un inquadramento clinico individuale.
Come si confronta con retatrutide, tirzepatide e semaglutide?
Il survodutide si colloca in un panorama in rapida evoluzione, in cui le molecole si differenziano per numero e tipo di recettori attivati. Il semaglutide è un agonista puro del GLP-1. Il tirzepatide è un doppio agonista GIP/GLP-1. Il survodutide è un doppio agonista glucagone/GLP-1. Il retatrutide è un triplo agonista GIP/GLP-1/glucagone.
| Molecola | Bersagli recettoriali | Riduzione media del peso negli studi | Stato regolatorio |
|---|---|---|---|
| Semaglutide 2,4 mg | GLP-1 | -14,9% a 68 settimane contro -2,4% con placebo (STEP 1) | Approvato per obesità e diabete di tipo 2 |
| Tirzepatide 15 mg | GIP + GLP-1 | -20,9% a 72 settimane (SURMOUNT-1) | Approvato per obesità e diabete di tipo 2 |
| Survodutide 6,0 mg | Glucagone + GLP-1 | -13,0% a 76 settimane contro -5,4% con placebo (SYNCHRONIZE-1), fino a -16,6% nell'analisi di efficacia | Sperimentale, fase 3 |
| Retatrutide (fino a 12 mg) | GIP + GLP-1 + glucagone | Da circa -13% a circa -28% a 80 settimane secondo popolazione e dose (programma TRIUMPH, dati comunicati dallo sponsor) | Sperimentale, fase 3 |
Il confronto va letto con prudenza, perché si tratta di confronti indiretti tra studi con popolazioni, durate, schemi di titolazione e metodi statistici differenti. In particolare, i valori riportati nelle analisi di efficacia (che escludono le interruzioni) non sono confrontabili con quelli delle analisi principali, che includono tutti i partecipanti randomizzati. Non esiste a oggi alcun trial testa a testa pubblicato tra survodutide e tirzepatide o retatrutide.
Sul piano meccanicistico, il tratto distintivo del survodutide è la componente glucagonica senza agonismo GIP, che orienta il profilo verso la spesa energetica e il metabolismo epatico dei lipidi. Questo spiega perché il programma di sviluppo abbia investito molto sull'area epatologica, dove i dati di fase 2 e di fase 3 sulla riduzione del grasso epatico sono tra i più consistenti della classe. La contropartita è un carico gastrointestinale e una quota di interruzioni che, nei dati disponibili, non appaiono inferiori a quelli delle molecole già approvate.
Qual è lo stato regolatorio del survodutide nel 2026?
A ottobre 2026 il survodutide non è approvato in nessun Paese, né per l'obesità né per la MASH. È un farmaco sperimentale: può essere somministrato legalmente soltanto nel contesto di studi clinici autorizzati, sotto supervisione medica e con consenso informato.
Sul piano delle procedure accelerate, la FDA statunitense ha concesso al survodutide la designazione Fast Track nel maggio 2021 e la designazione Breakthrough Therapy nel settembre 2024, entrambe per il trattamento di adulti con MASH non cirrotica e fibrosi moderata o avanzata. Queste designazioni intensificano l'interazione con l'autorità regolatoria e possono abbreviare i tempi di revisione, ma non costituiscono un'approvazione né una valutazione definitiva di efficacia e sicurezza.
Non risultano, alla data di questo articolo, domande di autorizzazione all'immissione in commercio presentate per il survodutide nei principali mercati. Le analisi indipendenti del settore collocano un'eventuale sottomissione regolatoria per l'indicazione obesità non prima della fine del 2026 o dell'inizio del 2027, con una decisione successiva: si tratta però di stime di terzi, non di date comunicate dallo sponsor, e come tali vanno trattate con cautela.
Un punto merita particolare attenzione per i lettori. Il survodutide compare in alcuni cataloghi di prodotti presentati come peptidi per uso di ricerca. Questi materiali non sono farmaci: non sono valutati da alcuna autorità regolatoria per qualità, purezza, sterilità o contenuto effettivo, non hanno una documentazione di sicurezza utilizzabile e il loro impiego al di fuori di un laboratorio espone a rischi non quantificabili. La normativa varia inoltre da una giurisdizione all'altra. Questa guida non indica fonti di acquisto e non fornisce protocolli: ha finalità esclusivamente educative.
Che cosa resta da chiarire sul survodutide?
Nonostante la mole di dati accumulata tra il 2022 e il 2026, diverse domande rilevanti restano senza risposta definitiva. La prima riguarda gli esiti clinici duri. Tutti i risultati pubblicati finora misurano endpoint intermedi: peso corporeo, grasso epatico, istologia, emoglobina glicata. Lo studio SYNCHRONIZE-CVOT, ancora in corso, è il primo disegnato per valutare l'impatto su eventi cardiovascolari maggiori, mentre i trial LIVERAGE e LIVERAGE-Cirrhosis valuteranno esiti epatici a lungo termine nella MASH con fibrosi avanzata e nella cirrosi.
La seconda questione è la tollerabilità nella pratica reale. Il carico gastrointestinale osservato negli studi, con una quota di interruzioni intorno al 19% in fase 3, pone un problema concreto: una molecola efficace ma difficile da titolare perde parte del proprio vantaggio quando esce dal contesto controllato di un trial. Gli schemi di aumento della dose più graduali, suggeriti dagli stessi autori degli studi di fase 2, saranno determinanti.
La terza riguarda la composizione corporea e la durata dell'effetto. I dati di imaging prespecificati indicano una riduzione preferenziale del grasso viscerale ed epatico con conservazione relativa della massa magra, un profilo coerente con il meccanismo glucagonico, ma servono pubblicazioni complete e periodi di osservazione più lunghi per capire quanto l'effetto si mantenga dopo la sospensione e quale sia il destino della massa muscolare negli anni.
Resta infine aperto il tema del posizionamento clinico. In un contesto in cui semaglutide e tirzepatide sono già approvati e il retatrutide avanza in fase 3, il valore aggiunto del survodutide dovrà emergere dove il suo meccanismo è più specifico, cioè probabilmente nella malattia epatica metabolica. Solo i dati degli studi in corso potranno confermarlo.
Avvertenza medica. Questo contenuto ha finalità esclusivamente educative e informative. Il survodutide è un farmaco sperimentale non approvato: non è destinato all'autosomministrazione e questa guida non contiene né dosaggi raccomandati né protocolli. Chi convive con obesità, diabete di tipo 2 o malattia epatica metabolica deve rivolgersi a un medico o a un altro professionista sanitario qualificato per qualsiasi decisione terapeutica.
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Domande frequenti sul survodutide
Il survodutide è approvato dalla FDA o dall'EMA?
In che cosa il survodutide differisce dal semaglutide?
Quanto peso si perde con il survodutide negli studi clinici?
Perché il survodutide è studiato per il fegato e non solo per l'obesità?
Quali sono gli effetti indesiderati più frequenti del survodutide?
Il survodutide fa perdere massa muscolare?
Il survodutide venduto come peptide da ricerca è lo stesso farmaco degli studi?
Quando potrebbe essere approvato il survodutide?
Fonti scientifiche
- le Roux CW, Steen O, Lucas KJ, Startseva E, Unseld A, Hennige AM (2024). Glucagon and GLP-1 receptor dual agonist survodutide for obesity: a randomised, double-blind, placebo-controlled, dose-finding phase 2 trial. The Lancet Diabetes & Endocrinology 2024;12(3):162-173.
- Sanyal AJ, Bedossa P, Fraessdorf M, et al. (2024). A Phase 2 Randomized Trial of Survodutide in MASH and Fibrosis. New England Journal of Medicine 2024;391(4):311-319.
- Investigatori SYNCHRONIZE-1 (2026). Survodutide Once Weekly for the Treatment of Adults with Obesity. New England Journal of Medicine (PMID 42253238).
- Investigatori SYNCHRONIZE-2 (2026). Survodutide Once Weekly in Adults with Obesity and Type 2 Diabetes. New England Journal of Medicine (PMID 42820639).
- Investigatori SYNCHRONIZE-MASLD (2026). Survodutide in adults with obesity and metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease: SYNCHRONIZE-MASLD, a randomized, double-blind, placebo-controlled phase 3 trial. Nature Medicine (PMID 42252333).
- Kosiborod MN, Platz E, Wharton S, le Roux CW, et al. (2024). Survodutide for the Treatment of Obesity: Rationale and Design of the SYNCHRONIZE Cardiovascular Outcomes Trial. JACC: Heart Failure 2024;12(12):2101-2109.
- Zimmermann T, Thomas L, Baader-Pagler T, et al. (2022). BI 456906: Discovery and preclinical pharmacology of a novel GCGR/GLP-1R dual agonist with robust anti-obesity efficacy. Molecular Metabolism.
- Analisi di mediazione post hoc del trial di fase 2 nella MASH (NCT04771273) (2026). Weight reduction-dependent/-independent effects of survodutide on liver endpoints: Mediation analysis of a phase 2 trial in MASH. Articolo indicizzato su PubMed (PMID 42545725).
- Yokote K, et al. (2026). Survodutide for the Treatment of Obesity Disease in Japanese Participants: Rationale, Design and Baseline Characteristics of the Phase 3 SYNCHRONIZE-JP Trial. Diabetes, Obesity and Metabolism.
- le Roux CW, et al. (2025). Survodutide, a glucagon receptor/glucagon-like peptide-1 receptor dual agonist, improves blood pressure in adults with obesity: a post hoc analysis from a randomized, placebo-controlled, dose-finding, phase 2 trial. Diabetes, Obesity and Metabolism.
- Wilding JPH, Batterham RL, Calanna S, et al. (2021). Once-Weekly Semaglutide in Adults with Overweight or Obesity (STEP 1). New England Journal of Medicine 2021;384(11):989-1002.
- Jastreboff AM, Aronne LJ, Ahmad NN, et al. (2022). Tirzepatide Once Weekly for the Treatment of Obesity (SURMOUNT-1). New England Journal of Medicine (PMID 35658024).
- Boehringer Ingelheim / Zealand Pharma (2026). Survodutide Phase III trial showed targeted 34% visceral and 63% liver fat reduction, while minimizing lean mass loss in pre-specified analysis. Comunicato stampa (dati presentati al congresso ADA 2026).
- Eli Lilly and Company (2026). Lilly's triple agonist, retatrutide, successful in two additional Phase 3 obesity trials, delivering significant improvements in weight and A1C. Comunicato stampa agli investitori.