Punti chiave
  • Negli studi di fase 3 SURMOUNT-OSA (469 partecipanti adulti con apnea ostruttiva del sonno moderata-grave e obesità), il tirzepatide ha ridotto l'indice apnea-ipopnea di 25,3 eventi/ora nello studio 1 e di 29,3 eventi/ora nello studio 2 a 52 settimane, contro 5,3 e 5,5 eventi/ora con placebo.
  • Una quota rilevante di partecipanti trattati, il 42,2% nello studio 1 e il 50,2% nello studio 2, ha raggiunto a 52 settimane un indice inferiore a 5 eventi/ora oppure tra 5 e 14 eventi/ora con punteggio di sonnolenza di Epworth non superiore a 10.
  • Il 20 dicembre 2024 la FDA ha autorizzato Zepbound (tirzepatide) per l'apnea ostruttiva del sonno moderata-grave negli adulti con obesità, in associazione a dieta ipocalorica e aumento dell'attività fisica: è il primo farmaco approvato per questa condizione.
  • In Europa il CHMP ha riconosciuto il miglioramento dell'apnea ma non ha ritenuto necessaria un'indicazione separata, considerandola coperta dall'indicazione per la gestione del peso già approvata per Mounjaro.
  • Il beneficio osservato è plausibilmente guidato in larga parte dalla perdita di peso, pari a circa il 18% e il 20% del peso corporeo nei due studi, mentre i contributi indipendenti dal peso restano ipotesi non dimostrate.
  • Le prove riguardano solo adulti con obesità, su 52 settimane, e non sostituiscono la ventilazione a pressione positiva, che resta il trattamento di prima linea: nessuna terapia in corso va modificata o interrotta senza indicazione del medico curante.

Perché si parla di GLP-1 per l'apnea ostruttiva del sonno?

L'apnea ostruttiva del sonno (OSA) è caratterizzata da collassi ripetuti delle vie aeree superiori durante il sonno, con interruzioni o riduzioni del flusso respiratorio, desaturazioni di ossigeno e frammentazione del sonno. L'eccesso di peso è uno dei principali fattori di rischio modificabili: il grasso depositato intorno al faringe e nel collo riduce il calibro delle vie aeree, mentre l'adiposità addominale modifica i volumi polmonari e la stabilità respiratoria.

Il legame tra peso e gravità dell'apnea è quantificato da tempo. Nello studio longitudinale di popolazione del Wisconsin Sleep Cohort, un aumento del peso del 10% prevedeva un incremento dell'indice apnea-ipopnea di circa il 32%, mentre una perdita di peso del 10% prevedeva una riduzione di circa il 26%. Questo dato spiega perché una terapia capace di produrre una perdita di peso ampia e sostenuta sia stata considerata una candidata plausibile per modificare la gravità dell'apnea.

È in questo contesto che gli agonisti del recettore GLP-1 e gli agonisti duali GIP/GLP-1 sono entrati nel campo della medicina del sonno. Il tirzepatide, agonista duale dei recettori del polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente (GIP) e del GLP-1, è stato il primo a essere valutato in uno studio di fase 3 disegnato specificamente con l'indice apnea-ipopnea come esito primario.

Questo articolo riassume ciò che le evidenze pubblicate mostrano e ciò che non mostrano: i risultati degli studi SURMOUNT-OSA, lo stato normativo negli Stati Uniti e in Europa, i meccanismi ipotizzati, il rapporto con la ventilazione a pressione positiva e i limiti metodologici da tenere presenti. Il contenuto ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce in alcun modo una valutazione medica individuale.

Che cosa ha mostrato lo studio SURMOUNT-OSA con tirzepatide?

SURMOUNT-OSA è un programma di fase 3 pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2024 e composto da due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, della durata di 52 settimane, condotti su un totale di 469 adulti con apnea ostruttiva del sonno moderata-grave e obesità. I partecipanti che non utilizzavano la ventilazione a pressione positiva (PAP) al basale sono stati arruolati nello studio 1; quelli che la utilizzavano al basale sono stati arruolati nello studio 2. Il trattamento attivo prevedeva tirzepatide alla massima quantità tollerata prevista dal protocollo (10 o 15 mg settimanali), un dato riportato qui a fini descrittivi e non come indicazione d'uso.

Al basale la gravità dell'apnea era elevata in entrambi gli studi: indice apnea-ipopnea medio di 51,5 eventi/ora nello studio 1 e 49,5 eventi/ora nello studio 2, con indice di massa corporea medio rispettivamente di 39,1 e 38,7 kg/m². Si trattava quindi di una popolazione con obesità di grado rilevante e apnea in gran parte grave.

A 52 settimane la variazione media dell'indice apnea-ipopnea è stata di -25,3 eventi/ora con tirzepatide contro -5,3 eventi/ora con placebo nello studio 1 (differenza stimata di trattamento -20,0 eventi/ora; intervallo di confidenza al 95% da -25,8 a -14,2), e di -29,3 eventi/ora contro -5,5 eventi/ora nello studio 2 (differenza stimata -23,8 eventi/ora; IC 95% da -29,6 a -17,9). In parallelo il peso corporeo si è ridotto di circa il 18% e il 20% nei due studi, contro circa l'1% e il 2% con placebo.

Esito a 52 settimaneStudio 1 (senza PAP)Studio 2 (in PAP)
Indice apnea-ipopnea al basale51,5 eventi/ora49,5 eventi/ora
Variazione con tirzepatide-25,3 eventi/ora-29,3 eventi/ora
Variazione con placebo-5,3 eventi/ora-5,5 eventi/ora
Partecipanti che raggiungono i criteri combinati di esito42,2%50,2%

Gli autori riportano inoltre miglioramenti del carico ipossico, della concentrazione di proteina C reattiva ad alta sensibilità, della pressione arteriosa sistolica e degli esiti riferiti dai pazienti. Un'analisi dedicata di questi ultimi, pubblicata su Sleep Medicine nel 2025, ha documentato miglioramenti significativi rispetto al placebo nei punteggi PROMIS di disturbo del sonno e di compromissione legata al sonno, nel questionario FOSQ e nella qualità di vita misurata con EQ-5D-5L e SF-36.

Come interpretare la riduzione dell'indice apnea-ipopnea osservata?

L'indice apnea-ipopnea (AHI) conta il numero di apnee e ipopnee per ora di sonno. Convenzionalmente si parla di apnea lieve tra 5 e 14 eventi/ora, moderata tra 15 e 29 e grave a partire da 30 eventi/ora. Partire da circa 50 eventi/ora e scendere di 25 o 30 eventi significa, per molti partecipanti, passare da una forma grave a una forma lieve o alla soglia della normalizzazione strumentale.

Gli studi hanno previsto un esito secondario chiave che traduce questo concetto in termini clinici: la percentuale di partecipanti con AHI inferiore a 5 eventi/ora, oppure compreso tra 5 e 14 eventi/ora con un punteggio della scala di sonnolenza di Epworth non superiore a 10. Questo criterio è stato raggiunto dal 42,2% dei partecipanti trattati nello studio 1 e dal 50,2% nello studio 2. Nelle comunicazioni della FDA relative all'autorizzazione, le quote corrispondenti nei gruppi placebo sono riportate intorno al 16% e al 14%.

Due precisazioni sono necessarie per non sovrainterpretare questi numeri. La prima è terminologica: raggiungere quei criteri strumentali non equivale a una guarigione. L'American Academy of Sleep Medicine ha sottolineato che il farmaco può ridurre la gravità della malattia senza necessariamente eliminarla, e che per alcune persone la combinazione con un'altra terapia resta l'opzione preferibile.

La seconda è statistica: una riduzione media elevata non descrive la risposta individuale. Circa la metà dei partecipanti trattati non ha raggiunto i criteri combinati, e la variabilità della risposta dipende da fattori anatomici e funzionali che il calo ponderale non modifica, come la configurazione cranio-facciale, la collassabilità intrinseca delle vie aeree o la soglia di risveglio.

Una metanalisi di studi randomizzati pubblicata su Sleep and Breathing nel 2026, che aggrega le terapie basate su agonisti GLP-1 negli adulti con apnea moderata-grave, riporta una riduzione aggregata dell'AHI di 9,99 eventi/ora e del peso di 9,68 kg rispetto al controllo: un effetto medio più contenuto di quello osservato nei soli studi SURMOUNT-OSA, perché riflette popolazioni, molecole e durate differenti.

Quali meccanismi sono ipotizzati dietro il miglioramento respiratorio?

Il meccanismo più solido e meglio documentato è indiretto: la perdita di peso. Nei due studi SURMOUNT-OSA la riduzione dell'AHI si è accompagnata a un calo ponderale di circa il 18% e il 20%, in linea con l'entità attesa per questa classe di farmaci. La relazione dose-risposta tra variazione di peso e variazione dell'AHI descritta nella coorte del Wisconsin fornisce un quadro fisiopatologico coerente: meno tessuto adiposo peri-faringeo e linguale, minore compressione delle vie aeree superiori in posizione supina, migliore meccanica toraco-addominale e volumi polmonari più favorevoli alla stabilità del faringe.

A questo si aggiunge un effetto plausibile sulla componente di ipoventilazione e sul carico ipossico notturno, anch'esso migliorato negli studi. La riduzione del grasso viscerale e il miglioramento della compliance toracica possono ridurre la quota di desaturazione non spiegata dai soli eventi ostruttivi.

Sono state formulate ipotesi complementari, che però restano al momento non dimostrate nell'uomo per questa indicazione. Tra queste: una riduzione dell'infiammazione sistemica, suggerita dal calo della proteina C reattiva ad alta sensibilità osservato negli studi; effetti metabolici e cardiovascolari che potrebbero modificare la regolazione respiratoria; e la presenza di recettori GLP-1 in strutture coinvolte nel controllo centrale della respirazione. Nessuno di questi elementi è stato isolato come determinante del beneficio in uno studio disegnato a tale scopo.

In assenza di analisi di mediazione definitive, l'interpretazione prudente è che il miglioramento dell'apnea nei partecipanti con obesità sia principalmente attribuibile alla perdita di peso, con un possibile contributo aggiuntivo di meccanismi non ponderali ancora da quantificare. Questa distinzione non è accademica: determina se un beneficio simile sia atteso anche in persone con apnea ostruttiva senza obesità, popolazione che gli studi non hanno incluso.

Che cosa ha autorizzato la FDA e come si è posta l'EMA?

Il 20 dicembre 2024 la Food and Drug Administration ha autorizzato Zepbound (tirzepatide) per il trattamento dell'apnea ostruttiva del sonno da moderata a grave negli adulti con obesità, da impiegare in associazione a una dieta a ridotto contenuto calorico e a un aumento dell'attività fisica. Si tratta della prima opzione farmacologica approvata per questa condizione: fino a quel momento la gestione si basava su dispositivi, interventi sullo stile di vita, terapie posizionali, dispositivi orali e chirurgia.

Tre elementi dell'autorizzazione meritano attenzione. L'indicazione è limitata agli adulti con obesità, coerentemente con la popolazione studiata; riguarda le forme moderate-grave; e prevede esplicitamente l'associazione con interventi su alimentazione e attività fisica, non un uso isolato.

In Europa il percorso è stato diverso. Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia europea per i medicinali ha completato la valutazione della domanda di estensione d'indicazione per Mounjaro (tirzepatide) all'apnea ostruttiva del sonno negli adulti con obesità e, nel documento di domande e risposte pubblicato a dicembre 2024, ha riconosciuto che il medicinale migliora l'apnea ostruttiva in questa popolazione. Il comitato ha però ritenuto che tale uso fosse già coperto dall'indicazione approvata per la gestione del peso e che non fosse necessaria un'indicazione separata, concordando l'inserimento dei dati pertinenti nelle informazioni sul prodotto.

In pratica, in Europa l'apnea ostruttiva del sonno figura tra le comorbilità correlate al peso che possono giustificare la prescrizione nell'ambito della gestione del peso (indice di massa corporea pari o superiore a 30 kg/m², oppure tra 27 e 30 kg/m² in presenza di comorbilità correlate al peso), ma non esiste un'indicazione autonoma per l'apnea come negli Stati Uniti. Le condizioni di rimborsabilità variano inoltre da Paese a Paese e non coincidono con l'autorizzazione all'immissione in commercio. Per un confronto tra i principali farmaci di questa classe può essere utile la nostra analisi Wegovy vs Zepbound.

Quali dati esistono per la semaglutide nell'apnea del sonno?

Il quadro per la semaglutide è sostanzialmente diverso da quello del tirzepatide, e la differenza riguarda il tipo di prova disponibile più che la direzione dell'effetto. Non è stato pubblicato uno studio randomizzato di fase 3 che abbia come esito primario l'indice apnea-ipopnea misurato con polisonnografia nell'apnea ostruttiva del sonno, mentre questo disegno è esattamente ciò che SURMOUNT-OSA ha fornito per il tirzepatide.

Le evidenze per la semaglutide provengono quindi principalmente da studi osservazionali e da analisi post hoc di studi condotti per altri esiti. Un'analisi di coorte con appaiamento per propensity score pubblicata su Annals of the American Thoracic Society nel 2026 ha riportato, in persone con obesità, un'associazione tra uso di semaglutide e minore rischio di apnea ostruttiva di nuova insorgenza (hazard ratio 0,62; IC 95% 0,60-0,63). Nella coorte con apnea e obesità già presenti (oltre 40 000 soggetti per gruppo), l'uso di semaglutide risultava associato a un rischio più basso di esiti compositi avversi (HR 0,72; IC 95% 0,66-0,78) e a una mortalità per tutte le cause inferiore (HR 0,37; IC 95% 0,31-0,45).

Questi risultati sono coerenti con l'ipotesi del beneficio mediato dal peso, ma la loro natura osservazionale impone cautela. Il confronto tra persone che ricevono un farmaco e persone che non lo ricevono, anche dopo appaiamento, resta esposto a confondimento residuo e a bias di indicazione e di sopravvivenza: stime di riduzione della mortalità così ampie vanno lette come segnali da verificare in studi randomizzati, non come effetti dimostrati.

Il dato pratico è che l'unica molecola di questa famiglia con un'autorizzazione specifica per l'apnea ostruttiva del sonno, e con uno studio randomizzato dedicato, è il tirzepatide. Per un panorama più ampio del profilo di tollerabilità della classe rimandiamo all'articolo sugli effetti indesiderati dei GLP-1.

Come si colloca il tirzepatide rispetto alla ventilazione a pressione positiva?

La ventilazione a pressione positiva (PAP, nella forma più diffusa CPAP) resta il trattamento di prima linea dell'apnea ostruttiva del sonno moderata-grave e delle forme lievi sintomatiche. Agisce direttamente sul meccanismo della malattia, mantenendo aperte le vie aeree, con un effetto immediato e misurabile fin dalla prima notte di uso efficace. Nessun dato pubblicato giustifica l'abbandono della PAP a favore di un farmaco, e nessuna terapia ventilatoria in corso va ridotta o interrotta senza una decisione del medico prescrittore, basata su una rivalutazione strumentale.

Il confronto diretto, inoltre, non è ancora disponibile: gli studi SURMOUNT-OSA sono controllati con placebo, non con la PAP. Lo studio 2 è stato condotto in persone che proseguivano la ventilazione, e il beneficio osservato si è aggiunto a essa anziché sostituirla. Questo disegno non consente di affermare che il farmaco sia equivalente, superiore o inferiore alla PAP; studi di confronto diretto sono stati avviati, ma i loro risultati non sono ancora pubblicati.

Il posizionamento ragionevole, in linea con la posizione dell'American Academy of Sleep Medicine, è quello di uno strumento aggiuntivo in un percorso che resta multimodale. Nelle persone con apnea e obesità, trattare l'obesità affronta una causa, mentre la PAP affronta il meccanismo: le due cose non si escludono. Alcune persone che raggiungono una riduzione importante dell'AHI potranno, su indicazione medica e dopo nuova valutazione del sonno, discutere una modifica della terapia ventilatoria; altre continueranno a beneficiare della combinazione.

Va considerato anche l'aspetto della durata. La PAP è una terapia che agisce finché viene utilizzata; un farmaco per la gestione del peso ha una logica analoga, poiché la sospensione è generalmente seguita da un recupero ponderale, con il rischio di un ritorno della gravità dell'apnea. Nessuno dei due approcci è risolutivo in modo permanente, e questo è un punto che merita di essere discusso esplicitamente prima di iniziare. Chi desidera un quadro realistico dell'andamento nel tempo può consultare la nostra analisi dedicata ai risultati prima e dopo con Zepbound.

Quali sono i limiti delle evidenze attuali?

Il primo limite riguarda la popolazione. SURMOUNT-OSA ha arruolato esclusivamente adulti con obesità, con indice di massa corporea medio vicino a 39 kg/m². Nulla in questi dati permette di estendere le conclusioni alle persone con apnea ostruttiva del sonno di peso normale o in sovrappeso senza obesità, nelle quali la componente anatomica non legata all'adiposità è prevalente. L'autorizzazione statunitense riflette esattamente questo confine.

Il secondo limite è la durata. Cinquantadue settimane sono sufficienti per documentare una variazione dell'AHI, ma non per stabilire la persistenza del beneficio su più anni, l'effetto dopo la sospensione o la riduzione degli eventi clinici che rendono l'apnea una condizione rilevante: eventi cardiovascolari, incidenti dovuti alla sonnolenza, mortalità. Gli studi non erano progettati né dimensionati per questi esiti, e le stime di beneficio cardiovascolare pubblicate a partire dai loro dati sono modellizzazioni, non misurazioni.

Il terzo limite è la dimensione campionaria: 469 partecipanti complessivi, distribuiti su due studi, rappresentano una base adeguata per l'esito primario ma limitata per caratterizzare sottogruppi, risposta individuale ed eventi avversi poco frequenti.

Un quarto aspetto riguarda la generalizzabilità operativa. Negli studi clinici l'aderenza è sostenuta da un monitoraggio intensivo e l'intervento farmacologico è accompagnato da indicazioni strutturate su alimentazione e attività fisica. Nella pratica, interruzioni, intolleranza gastrointestinale, problemi di accesso e di costo riducono i risultati medi osservabili.

Resta infine aperta la questione della diagnosi e del monitoraggio. Il miglioramento dell'AHI è un esito strumentale che richiede una nuova polisonnografia o un esame domiciliare per essere documentato in una singola persona: la perdita di peso, da sola, non autorizza a presumere una riduzione della gravità dell'apnea né a modificare la gestione in corso.

Quali effetti indesiderati sono stati osservati negli studi?

Negli studi SURMOUNT-OSA gli eventi avversi più frequentemente riportati con tirzepatide sono stati di natura gastrointestinale e in prevalenza di intensità da lieve a moderata. Questo profilo è coerente con quanto documentato per la molecola nelle indicazioni metaboliche e per la classe degli agonisti GLP-1 in generale: nausea, diarrea, vomito, costipazione, dispepsia, dolore addominale.

La scheda tecnica statunitense di Zepbound riporta una avvertenza in riquadro relativa al rischio di tumori a cellule C della tiroide: nel ratto il tirzepatide induce tali tumori e non è noto se ciò si traduca in un rischio nell'uomo, compreso il carcinoma midollare della tiroide. Il farmaco è controindicato in presenza di anamnesi personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide e nella neoplasia endocrina multipla di tipo 2.

Tra le altre avvertenze delle informazioni sul prodotto figurano la pancreatite acuta, i disturbi della colecisti, la nefropatia associata a disidratazione da vomito o diarrea, le reazioni di ipersensibilità, la retinopatia diabetica nei soggetti con diabete, il rischio di ipoglicemia quando il farmaco è associato a insulina o a secretagoghi dell'insulina, e considerazioni specifiche in gravidanza e in previsione di procedure in anestesia.

Nel contesto specifico dell'apnea del sonno va ricordato un punto di sicurezza clinica: la riduzione della sonnolenza diurna percepita non è una prova che gli eventi respiratori notturni siano risolti. Affidarsi alla sensazione soggettiva per modificare o sospendere la terapia ventilatoria espone a un rischio evitabile, in particolare per quanto riguarda la guida e le attività che richiedono vigilanza.

Avvertenza medica. Questo contenuto ha finalità esclusivamente educative e non costituisce un consiglio medico. Il tirzepatide è un farmaco soggetto a prescrizione: la valutazione dell'indicazione, dei rischi, delle controindicazioni e delle interazioni spetta a un professionista sanitario. Non assumere, modificare o interrompere alcuna terapia sulla base di questo articolo.

Che cosa è utile discutere con il medico prima di considerare questa opzione?

Il punto di partenza è la diagnosi documentata. L'apnea ostruttiva del sonno si diagnostica con un esame strumentale, non con i sintomi: russamento, sonnolenza diurna e sonno non ristoratore orientano, ma non quantificano la gravità. Sapere se l'apnea è lieve, moderata o grave è determinante per capire se le evidenze descritte in questo articolo siano pertinenti alla propria situazione, dato che riguardano forme moderate-grave in adulti con obesità.

Il secondo tema è la gestione complessiva, non la scelta tra un farmaco e un dispositivo. Un percorso coerente include la valutazione del peso e delle comorbilità metaboliche e cardiovascolari, la qualità dell'aderenza alla terapia ventilatoria quando è in corso, la posizione durante il sonno, il consumo di alcol e sedativi, l'eventuale ruolo di dispositivi orali o di valutazioni specialistiche otorinolaringoiatriche.

Il terzo è il piano di monitoraggio: come e quando verrà rivalutata la gravità dell'apnea, con quale esame, e quali criteri guideranno eventuali modifiche della terapia in corso. Fissare questi punti in anticipo evita decisioni basate su impressioni soggettive.

Le modalità pratiche di impiego del farmaco non sono trattate in questo articolo: sono stabilite dal medico prescrittore sulla base delle informazioni ufficiali sul prodotto. Le nostre pagine tecniche dedicate, come lo strumento di riferimento sul tirzepatide, hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono una prescrizione.

Infine, una nota sulle alternative presentate online. L'apnea ostruttiva del sonno è una condizione medica con conseguenze cardiovascolari e cognitive documentate: non è un disturbo del sonno gestibile con integratori o peptidi non approvati. I prodotti proposti per il sonno, di cui discutiamo in modo critico nell'articolo sui peptidi e il sonno, non hanno alcun ruolo dimostrato nel trattamento dell'apnea e non possono sostituire una terapia validata.

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Domande frequenti

Il tirzepatide cura l'apnea ostruttiva del sonno?
No. Negli studi SURMOUNT-OSA il tirzepatide ha ridotto in modo rilevante l'indice apnea-ipopnea e il 42,2% (studio 1) e il 50,2% (studio 2) dei partecipanti trattati ha raggiunto a 52 settimane criteri strumentali di remissione o di malattia lieve con sonnolenza controllata. Significa anche che circa la metà dei partecipanti non ha raggiunto quei criteri. L'American Academy of Sleep Medicine ha precisato che il farmaco riduce la gravità della malattia senza necessariamente eliminarla, e che per alcune persone la combinazione con un'altra terapia resta preferibile. La verifica del risultato individuale richiede un nuovo esame del sonno.
È possibile smettere di usare la CPAP se si perde peso con un GLP-1?
Questa decisione non può essere presa autonomamente. La ventilazione a pressione positiva resta il trattamento di prima linea dell'apnea moderata-grave e nessuno studio ne ha dimostrato la sostituibilità con un farmaco. Negli studi SURMOUNT-OSA, i partecipanti già in terapia ventilatoria l'hanno proseguita, e il beneficio del farmaco si è aggiunto a essa. Qualsiasi modifica va decisa dal medico curante dopo una rivalutazione strumentale della gravità dell'apnea, mai sulla base della sola riduzione della sonnolenza percepita o del calo di peso.
Quanto ha ridotto gli eventi respiratori il tirzepatide negli studi?
A 52 settimane la variazione media dell'indice apnea-ipopnea è stata di -25,3 eventi/ora con tirzepatide contro -5,3 con placebo nei partecipanti che non usavano la ventilazione a pressione positiva, e di -29,3 contro -5,5 eventi/ora in quelli che la usavano. Le differenze stimate di trattamento sono state rispettivamente di -20,0 eventi/ora (IC 95% da -25,8 a -14,2) e -23,8 eventi/ora (IC 95% da -29,6 a -17,9). I valori di partenza erano elevati, con una media di 51,5 e 49,5 eventi/ora.
Il farmaco è autorizzato per l'apnea del sonno in Europa?
Non con un'indicazione separata. Il CHMP dell'Agenzia europea per i medicinali ha concluso la valutazione della richiesta di estensione d'indicazione per Mounjaro e, nel documento pubblicato a dicembre 2024, ha riconosciuto il miglioramento dell'apnea ostruttiva negli adulti con obesità, ritenendo però che tale uso fosse già coperto dall'indicazione per la gestione del peso e che un'indicazione autonoma non fosse necessaria. I dati pertinenti sono stati inseriti nelle informazioni sul prodotto. Negli Stati Uniti, invece, la FDA ha autorizzato Zepbound con un'indicazione specifica per l'apnea moderata-grave negli adulti con obesità il 20 dicembre 2024.
Il beneficio dipende solo dalla perdita di peso?
Probabilmente in larga parte sì, ma la questione non è risolta. Il calo ponderale osservato negli studi, pari a circa il 18% e il 20% del peso corporeo, è coerente con la relazione nota tra peso e gravità dell'apnea: nella coorte del Wisconsin una perdita di peso del 10% prevedeva una riduzione dell'indice apnea-ipopnea di circa il 26%. Sono state ipotizzate vie complementari, come la riduzione dell'infiammazione sistemica suggerita dal calo della proteina C reattiva, ma nessuna è stata isolata come determinante del beneficio in uno studio disegnato a questo scopo.
Questi risultati valgono anche per chi ha apnea del sonno senza obesità?
No, non sono trasferibili. Gli studi SURMOUNT-OSA hanno arruolato esclusivamente adulti con obesità, con indice di massa corporea medio di circa 39 kg/m², e l'autorizzazione statunitense rispecchia questo confine. Nelle persone normopeso la gravità dell'apnea dipende in misura maggiore da fattori anatomici e funzionali che una perdita di peso non modifica. In questi casi la valutazione specialistica resta orientata ad altre strategie, da definire con il medico.
Che cosa si sa della semaglutide per l'apnea ostruttiva del sonno?
Non è stato pubblicato uno studio randomizzato di fase 3 con l'indice apnea-ipopnea come esito primario per la semaglutide, a differenza del tirzepatide. I dati disponibili provengono da studi osservazionali e analisi post hoc: un'analisi di coorte con appaiamento per propensity score pubblicata su Annals of the American Thoracic Society nel 2026 ha riportato un'associazione tra uso di semaglutide e minore rischio di apnea di nuova insorgenza nelle persone con obesità (hazard ratio 0,62; IC 95% 0,60-0,63). Si tratta di associazioni, esposte a confondimento residuo, non di prove di efficacia randomizzate.
Quali sono gli effetti indesiderati più frequenti e le principali avvertenze?
Negli studi SURMOUNT-OSA gli eventi avversi più comuni con tirzepatide sono stati gastrointestinali, in prevalenza di intensità da lieve a moderata: nausea, diarrea, vomito, costipazione. Le informazioni ufficiali sul prodotto riportano un'avvertenza in riquadro sul rischio di tumori a cellule C della tiroide osservato nel ratto, con controindicazione in caso di anamnesi personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide e nella neoplasia endocrina multipla di tipo 2, oltre ad avvertenze su pancreatite acuta, disturbi della colecisti e altre condizioni. La valutazione del rapporto fra benefici e rischi spetta al medico prescrittore.

Fonti

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  2. U.S. Food and Drug Administration (2024). FDA Approves First Medication for Obstructive Sleep Apnea. FDA Press Announcements, 20 dicembre 2024. (fda.gov)
  3. European Medicines Agency, Committee for Medicinal Products for Human Use (2024). Questions and answers on the outcome of the assessment of use of Mounjaro for the treatment of obstructive sleep apnoea. EMA, documento di domande e risposte (EMA/576853/2024). (ema.europa.eu)
  4. Autori dello studio SURMOUNT-OSA (2025). Effect of tirzepatide treatment on patient-reported outcomes among SURMOUNT-OSA participants with obstructive sleep apnea and obesity. Sleep Medicine (PMID 40774158). (PubMed)
  5. Carvalhal G, et al. (2026). GLP-1 receptor agonists for obstructive sleep apnea: a meta-analysis of randomized controlled trials. Sleep and Breathing, 30:279 (PMID 42837024). (PubMed)
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  9. Eli Lilly and Company (2024). ZEPBOUND (tirzepatide) injection, for subcutaneous use: US Prescribing Information. FDA Drugs@FDA label repository. (accessdata.fda.gov)

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